Cattedrale di San Giovenale - Narni



La chiesa di San Giovenale è una chiesa di Narni, antica cattedrale della sede diocesana, soppressa nel 1907 ed unita a Terni.
Dedicata al suo primo vescovo San Giovenale fu edificata nel XII secolo, è una chiesa a quattro navate.
La costruzione della Chiesa iniziò nel 1047, in adiacenza alle mura urbiche e dopo un’interruzione dovuta all’alluvione del 1053, fu completata nel 1145. Durante la sua realizzazione, anche il sacello subì profonde modifiche.
Nel XIV secolo furono eseguiti interventi di rinnovamento ed ampliamento; l’abside fu completamente rinnovato, sul lato destro fu aggiunta una navata con una serie di cappelle. Quest’ultima operazione consentì l’annessione al recinto murario della Chiesa. Anche la parte orientale dell’edificio subì interventi a partire del 1322 durante i quali fu completata la facciata. Gli ultimi interventi risalgono al Quattrocento, con l’aggiunta di un portico sul prospetto principale e la realizzazione della cripta nel 1642.
La chiesa è ubicata a ridosso della cinta muraria della città di Narni, ed è disposta ad angolo tra piazza Garibaldi, sulla quale prospetta la fiancata preceduta dall’alta scalinata, e piazza Cavour che gode della vista del portico sul fronte principale.
L’impianto basilicale a croce latina immissa (a “T”), è a tre navate con una grande abside poligonale di conclusione. Colonne in gran parte di reimpiego coronate da capitelli a fogliari, sostengono gli archi molto ribassati che dividono le tre navate.
Il transetto è separato dal corpo longitudinale attraverso un diaframma creato da tre archi corrispondenti alle tre navate. Il presbiterio, dotato di una balaustra del XVII-XVIII secolo nella parte centrale, è rialzato per fare spazio alla sottostante cripta. Accanto alla navatella di destra, di dispone una quarta navata con cappelle laterali (XIV secolo).
La copertura è con volte a crociera, mentre l'abside presenta una volta unghiata con costoloni, anch’essa frutto degli interventi trecenteschi.
Il fronte principale è preceduto da un portico quattrocentesco che lascia intravedere i tre bei portali (il maggiore dei quali, duecentesco, è ornato con fregi a fogliame). Decorato da un fregio rinascimentale, realizzato in parte con materiali di spoglio, il portico ha il lato destro chiuso da una cappella dove si trova il fonte battesimale del 1506. Al di sopra del portico, la cortina originaria conserva tre monofore centinate.
Nella facciata laterale si apre un ulteriore ingresso sottolineato da un portale arcuato, con decori a girali (foglie di acanto che si sviluppano con vario intreccio) nella cornice e due leoni a tutto tondo alla base. Un’ampia scalinata in pietra supera il dislivello con la piazza sottostante.
All’interno, degna di nota è la quarta cappella situata sulla parete destra della chiesa (coincidente con il sacello di San Giovenale) con una fronte marmorea realizzata nel XIV secolo e un mosaico raffigurante il “Cristo benedicente”, restaurato dalla sovraintendenza di Perugia nel 1954. La parete di collegamento fu eseguita con materiale di spoglio proveniente da un sarcofago romano ed ornata da riquadrature e mosaici cosmateschi ascrivibili al VI secolo. Le origini della Chiesa risalgono ad un primitivo santuario del IX secolo, edificato a sua volta su una preesistente cella della seconda metà del VI secolo che conteneva i corpi di San Giovenale, San Massimo e San Cassio.

Notevole il coro (1474) in legno intarsiato commissionato dal cardinale Berardo Eroli, con i pannelli terminali raffiguranti le figure dell'Arcangelo Gabriele (soprastante lo stemma del Cardinale Eroli) e della Madonna, intese a raffigurare nel loro insieme l'Annunciazione.

Di fondamentale importanza:

Il Sacello dei Santi Giovenale e Cassio (detto anche Oratorio di San Cassio), nella quarta navata (creata nel XIV secolo per annettere alla chiesa, originariamente di tre navate, l'antico oratorio e il sepolcro dei Santi Patroni). Bellissimi, il mosaico, gli affreschi e le due statue lignee; all’interno del sacello si conserva il pavimento appartenente all’originaria costruzione; dietro l’altare di San Giovenale si apre una piccola porta che conduce alla grotta contenente il corpo del santo conservato in un sarcofago (VII secolo) in pietra arenaria decorato a rilievi.
Il Monumento sepolcrale del senatore Pietro Cesi del 1477, opera ispirata al rinascimento toscano;
La Statua lignea di Sant'Antonio Abate e la Tavola di San Giovenale, opere del senese Lorenzo Vecchietta;

fonte: wikipedia




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